Articolo n°6
MINISTERO DEL LAVORO: PUBBLICATE LE LINEE GUIDA PER L’IMPLEMENTAZIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL MONDO DEL LAVORO
Sommario
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 180 del 17 dicembre 2025 sono state adottate le “Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro”.
Il decreto attua, nello specifico, l'articolo 12 della legge 23 settembre 2025, n. 132, e si allinea al richiamato Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), promuovendo un'adozione etica, sicura e inclusiva dell'IA nei contesti lavorativi (1).
Le linee guida derivano da una consultazione pubblica svolta dal 14 aprile al 21 maggio 2025 sulla piattaforma ParteciPA, che ha raccolto oltre 90 contributi da cittadini, istituzioni e aziende. Esse non hanno carattere vincolante per le aziende che comunque sono invitate alla lettura e messa in pratica del contenuto delle Linee Guida.
L’ingresso dell’intelligenza artificiale non segna semplicemente l’adozione di un nuovo set di strumenti tecnologici, ma un vero e proprio passaggio d’epoca. Come tutte le novità ci sono lati negativi e positivi. Sicuramente l’AI spalanca orizzonti di straordinaria opportunità come la nascita di nuove professioni, la progressiva scomparsa di compititi ripetitivi e la possibilità di coltivare esperienze inedite. Dall’altro lato, si tratta di uno strumento che va utilizzato in modo responsabile e consapevole perché rimane “cieco di fronte all’invisibile”: non vede ad esempio, il motivo per cui una persona sceglie di rimanere in azienda in un momento difficile o la cura messa in quel determinato lavoro. Non solo, molto spesso anche l’algoritmo più sofisticato rischia di essere percepito come un vero e proprio strumento di controllo per i lavoratori. Appare evidente però che la mancata adozione o un’adozione inadeguata dell’AI esporrebbe le imprese italiane al rischio di perdere competitività su scala internazionale generando conseguentemente un calo dell’occupazione.
Il Ministero orienta quindi con le Linee guida oggetto di analisi le sue azioni su tre pilastri fondamentali:
- Formazione e sviluppo di competenze: l’obiettivo è quello di garantire che ogni persona possa affrontare con fiducia la trasformazione digitale cogliendo le nuove opportunità:
- Tutela dei lavoratori: vi è la necessità di proteggere la privacy e assicurare che l’AI non venga utilizzata in modo improprio nei processi aziendali;
- Riduzione del divario digitale: impegno a rendere l’innovazione accessibile a tutti contrastando disuguaglianze territoriali generazionali e sociali.
Infine, particolarmente rilevate da sottolineare è il quadro operativo effettuato dal Ministero che delinea le fasi fondamentali per adottare l’AI in modo efficace, una roadmap articolata in 6 fasi pensata per accompagnare le imprese.
- Valutazione preliminare e AI Readiness: rappresenta il primo passaggio strategico che consente di analizzare il contesto aziendale, gli obiettivi e la maturità digitale dell’organizzazione al fine di comprendere se l’AI possa generare valore. Uno strumento utile può essere la Checklist AI Readiness per l’autovalutazione, una sorta di griglia che consente all’impresa di esaminare in modo sistematico aspetti chiave come la qualità e la disponibilità dei dati, la presenza di competenze interne, la governance digitale, la cultura aziendale e la consapevolezza etica. In questa fase sono disponibili servizi di analisi personalizzata erogati tramite i Digital Innovation Hub (Assessment digitale gratuito) da parte di esperti del settore per fotografare lo stato di digitalizzazione dell’impresa.
- Pianificazione strategica e governance: si definiscono obbiettivi, budget, tempi e responsabilità;
- Sperimentazione (progetti pilota): avvio di test controllati in ambiti definiti per valutare rischi, benefici e impatti organizzativi;
- Implementazione e Scaling: estensione progressiva delle soluzioni AI nei processi principali;
- Monitoraggio, risk management e miglioramento continuo: creazione permanente di un sistema di valutazione degli impatti dell’AI con audit periodici;
- Valorizzazione del capitale umano: stabilire i limiti affinché la tecnologia non diventi un fattore di esclusione ma di crescita. In questo contesto risulta essenziale adottare dei piani di reskilling e upskilling calibrati sulle specifiche esigenze aziendali e sui ruoli più espositi all’automazione per garantire che tutti i lavoratori possano affrontare nuovi processi con consapevolezza. Per farlo è fondamentale la formazione e quindi la collaborazione tra imprese, istituzioni, enti formativi e centri di ricerca.
Si rimanda alla lettura delle Linee guida per una visione completa ricordando che le Linee guida sono soggette ad aggiornamento a cura dell'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro (di cui al richiamato articolo 12).
(1) Trattasi della norma recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di affiancare e integrare i principi generali e i requisiti tecnici del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), armonizzandoli con il diritto costituzionale italiano ove l'art. 12 - integrato dal Decreto ministeriale n. 173 del 15 dicembre 2025 per il suo funzionamento - si occupa in modo specifico dell'Osservatorio sull'adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro.
Riferimenti: Decreto Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17 dicembre 2025, n. 180
